Cessione veicoli, trattamento IVA

Cessione veicoli,  trattamento IVA

Al fine di individuare il corretto trattamento IVA della cessione di un veicolo “usato”, è necessario individuare il regime di detraibilità applicato all’atto di acquisto o importazione dello stesso. Si illustrano di seguito i diversi regimi applicabili e le modalità di compilazione della dichiarazione IVA 2011.

Il trattamento ai fini IVA della cessione di veicoli (autovetture, motocicli e ciclomotori) per imprese e lavoratori autonomi si differenzia in relazione:

  • al regime di detraibilità applicato all’atto dell’acquisto/importazione;
  • alla eventuale presentazione dell’istanza di rimborso per il “recupero” dell’IVA non detratta per gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006.

Rivendita di autovettura acquistata nuova

 

In caso di prima cessione dell’autovettura le situazioni che si possono presentare risultano le seguenti:

1)      qualora la vettura sia stata acquistata senza diritto alla detrazione dell’IVA (regola in vigore sino al 31 dicembre 2000) la cessione deve avvenire in esenzione;

2)      qualora, in sede di acquisto del veicolo, l’imposta sia stata detratta solo parzialmente, si deve applicare l’ultimo comma dell’art. 13, D.P.R. n. 633/1972. Si tratterà, pertanto, di verificare quale sia stata la percentuale detratta all’acquisto.

 

IVA parzialmente indetraibile all’acquisto

Come noto, l'art. 13, comma 5, D.P.R. n. 633/1972, recependo i principi sanciti in ambito comunitario, disciplina la modalità di determinazione della base imponibile per le cessioni dei beni per i quali all’atto dell’acquisto/importazione l’IVA è stata detratta parzialmente stabilendo che: 

“Per le cessioni che hanno per oggetto beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata ridotta ai sensi dell’articolo 19-bis1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva, la base imponibile è determinata moltiplicando per la percentuale detraibile ai sensi di tali disposizioni l’importo determinato ai sensi dei commi precedenti”.

 

Pertanto, in presenza di beni ricompresi nell’art. 19-bis1 per i quali, all’atto dell’acquisto/importazione, è stata effettuata una detrazione parziale dell’IVA a credito, la base imponibile in sede della successiva cessione è determinata moltiplicando il corrispettivo per la percentuale di detrazione operata, vale a dire:

Base imponibile = Corrispettivo x % detrazione ridotta

 

A tale regola sono assoggettate le cessioni di veicoli per i quali all’atto dell’acquisto è stata operata la detrazione dell’IVA in base alla percentuale forfetaria del 40% prevista dall’art. 19-bis1, lettera c).

Secondo la normativa in vigore la detrazione dell’IVA è ammessa in misura:

1) pari al 40% per l’acquisto e importazione dei veicoli stradali a motore non utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, arte o professione;

2) pari al 100% per l’acquisto e importazione dei veicoli stradali a motore:

  • utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, arte o professione;
  • che costituiscono l’oggetto dell’attività propria dell’impresa;
  • utilizzati dagli agenti e rappresentanti di commercio (salvo uso promiscuo).

Indetraibilità oggettiva

Per i veicoli utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’attività d’impresa, arte o professione, la lett. c) dell’art. 19-bis1 non pone limitazioni alla detrazione dell’IVA, che risulta pertanto integralmente detraibile.

Il diritto alla detrazione è comunque ridotto in presenza di limitazioni conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette (ad esempio, applicazione del pro-rata). Quindi, soltanto nel caso in cui si possa sostenere e dimostrare l’utilizzo esclusivo nell’esercizio dell’attività di impresa, arte o professione è consentita la detrazione integrale dell’IVA a credito altrimenti si ricade nella detrazione forfetaria del 40%.

 

L’imposta relativa ai canoni di leasing e noleggio, all’acquisto di carburanti e lubrificanti, nonché alle spese di manutenzione e impiego dei citati veicoli (compresi i pedaggi autostradali) è detraibile nella stessa misura in cui è detraibile l’IVA relativa all’acquisto.

Al fine di individuare il corretto trattamento IVA delle cessioni di veicoli sarà utile riepilogare i regimi di detraibilità IVA.

 

 

Rivendita auto usate e regime del margine

In sede di successiva rivendita di autovettura il trattamento fiscale per il secondo cedente dipende dal regime IVA attribuito dal primo cedente (cioè da colui che acquistato l'autovettura nuova).

Regime del margine: si tratta un regime speciale di determinazione dell’imposta che trova applicazione alla successiva rivendita ancorché l’operazione sia “occasionale”. In particolare, per i rivenditori di auto usate, trova applicazione il regime del margine globale e, pertanto, l'IVA viene corrisposta solo sull'eventuale margine positivo, realizzato mensilmente o trimestralmente, e non sull'intero corrispettivo di vendita.

Per cui, nell’ambito della successiva rivendita dell’autovettura tale regime verrà applicato per:

  • le cessioni di beni usati per i quali all’atto dell’acquisto non è stata operata alcuna detrazione dell’IVA (esenzione ex art. 10, n. 27-quinquies, D.P.R. n. 633/1972);
  • i beni provenienti da soggetti non titolari di partita IVA (acquisto da privati);
  • i beni provenienti da soggetti passivi che hanno applicato il regime del margine ex art. 36, D.L. n. 41/1995.

Si fa notare che per effetto di quanto disposto dall’art. 30, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 i soggetti passivi di imposta ai quali sia stata addebitata in sede di acquisto dei veicoli l’IVA commisurata al 15% o al 50% della base imponibile, ai sensi dell’art. 30, comma 5, della legge citata, applicano al momento della successiva rivendita, il regime IVA del margine previsto per i rivenditori di beni usati.

 

Compilazione modello IVA 2011

Per quanto riguarda la compilazione del modello IVA 2011 le istruzioni per la compilazione specificano che:

  • nella Sezione 2: i contribuenti che cedono beni acquistati con detrazione parziale dell’imposta devono indicare gli importi al netto dell’abbattimento previsto per la determinazione della relativa base imponibile.

Le Istruzioni dall’Agenzia delle Entrate (par. 4.2.4 - Sezione 2) indicano che “nella sezione deve essere compresa la parte dei corrispettivi assunta quale base imponibile per le cessioni di beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata limitata in virtù di quanto previsto dall’articolo 19-bis1 o da altre disposizioni (ad esempio autovetture, telefoni cellulari, eccetera). Per tali cessioni la base imponibile, ai sensi dell’articolo 13, comma 5, è determinata applicando al corrispettivo la percentuale di detrazione utilizzata al momento dell’acquisto”.

 

  • nella Sezione 4: denominata “Altre operazioni”, il rigo VE38 “(meno) Cessioni di beni ammortizzabili e passaggi interni” indica l’ammontare, al netto dell’IVA, delle cessioni di beni ammortizzabili. Non concorrono, dunque, alla formazione del volume d’affari le cessioni di beni ammortizzabili ed i passaggi interni tra diverse attività della stessa impresa, ancorché sussista l’obbligo della fatturazione ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 36 del D.P.R. n. 633/1972. Tali operazioni sono indicate Quadro VE tra le normali operazioni imponibili soggette ad aliquota della Sezione 2 (da VE20 a VE22), ovvero non imponibili, esenti o senza applicazione dell’IVA della Sezione 4. E, per non confluire nel volume d’affari, dovranno essere portate in detrazione nel Rigo VE38.

 

Rigo VE38 (istruzioni Modello IVA 2011)

Vanno indicate le operazioni (al netto dell’IVA) non rientranti nel volume d’affari. Trattasi, secondo quanto disposto dall’art. 20, delle cessioni di beni ammortizzabili e dei passaggi interni di cui all’art. 36, ultimo comma. Tale importo diminuisce il volume d’affari dell’anno.

Si precisa che non concorrono alla formazione del volume d’affari anche le cessioni di beni ammortizzabili effettuate nell’ambito del regime speciale del margine previsto per i beni usati, d’antiquariato, ecc. In tale ipotesi, nel rigo deve essere computato il corrispettivo di vendita diminuito dell’imposta relativa al margine “analitico” calcolato per ciascuna cessione.

 

Qualora sia stato compilato il Rigo VE33 “Operazioni esenti (art. 10)” è necessario compilare la sezione 3-A del quadro VF. Tale sezione è riservata ai soggetti che hanno registrato per il periodo d’imposta operazioni esenti di cui all’art. 10 con esclusione delle operazioni esenti esclusivamente occasionali ovvero di cui ai nn. da 1 a 9 dell’art. 10, non rientranti nell’attività propria dell’impresa o accessorie ad operazioni imponibili.

 

Dovrà essere compilato il Rigo VF53 qualora i contribuenti:

  • nell’esercizio di attività che danno luogo all’effettuazione di operazioni imponibili hanno effettuato occasionalmente operazioni esenti;
  • nell’esercizio di attività che danno luogo all’effettuazione di operazioni esenti hanno effettuato occasionalmente operazioni imponibili.

 

 

 

In particolare secondo le istruzioni del modello IVA 2011:

  • la casella 1 deve essere barrata se sono state effettuate operazioni esenti meramente occasionali ovvero esclusivamente le operazioni esenti previste ai nn. da 1 a 9 dell’art. 10, non rientranti nell’attività propria dell’impresa o accessorie ad operazioni imponibili. L’ammontare di tali operazioni esenti va riportato nel rigo VE33, mentre gli acquisti inerenti devono essere indicati nel rigo VF17;
  • la casella 2 deve essere barrata da parte dei soggetti che svolgono essenzialmente attività esenti e, nell’esercizio di tali attività, solo occasionalmente hanno effettuato operazioni imponibili.

Si evidenzia che la casella è riservata ai contribuenti che non hanno effettuato acquisti inerenti tali operazioni. Infatti, in presenza di acquisti destinati alle operazioni imponibili occasionali e ai fini della relativa detrazione deve essere compilato il rigo VF31.

Si evidenzia che le caselle 1 e 2 sono tra loro alternative.